Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da febbraio, 2014

NON CI SONO PIU’ I BEETHOVEN DI UNA VOLTA.

di S.C. “C’era una volta in Giappone” questa storia inizia come una favola  e finisce come un incubo, in cui l’eroe si scopre essere in realtà il cattivo. Mamoru Samuragochi nel mondo della musica è conosciuto come il Beethoven della era digitale. Nato nella prefettura di Hiroshima da genitori hibakuska ovvero irradiati dalla bomba atomica nel’45, e cominciò a suonare il piano all’età di 4 anni. Negli anni del liceo cominciò a soffrire di emicrania, condizione fisica per cui a 35 anni, nel 1998 si dichiarò completamente sordo. Commovente la sua dichiarazione del 2001: “Ascolto me stesso. Se ti affidi al tuo senso innato della musica, crei qualcosa di più vero. E’ come comunicare e parlare dal cuore. Perdere l’udito è stato un dono di Dio”. Dichiarazione che inevitabilmente lo accostò alla figura del grande compositore tedesco Ludwig Van  Beethoven. La sua Sinfonia n°1 meglio conosciuta come Hiroshima Symphony è una delle più vendute nel panorama moderno della musica c...

LA MAGGIORANZA OPPRESSA. "comme un garçon"

di S.C. La nostra quotidianità è molto stratificata, le situazioni da affrontare sono multiple, ognuno di noi ha pretese e bisogni assai diversi. Pian piano stiamo imparando a conoscere l’altro, il diverso, il nuovo di questa società multietnica. E bisogna dire che a parte i cori degli stadi di un pugno di imbecilli, il nostro paese è più che soddisfacentemente tollerante ed solidale. Ancora molto però c’è da fare e ce lo conferma la cronaca recente, soprattutto per quanto riguarda la parità dei sessi. Maschi e femmine hanno sulla carta eguali diritti e dignità, ma nella realtà sono lontani dal definirsi pari. Le donne uccise sono il sintomo di una malattia strisciante che agisce sottotraccia che s’intrufola negli animi degli uomini e ne soffoca il cuore, rendendoli spietati. Una società che ambisce ad essere moderna, o come si dice ultimamente “europea” non può tollerare che ancora esista la tratta delle schiave, costrette a vendersi per strada, bruciate vive al minimo tentat...

THE END. Addio alla pellicola a 35 mm.

di S.C. Il mondo sta cambiando (mai come adesso questa non è una frase fatta) e come in tutti i cicli storici per potersi muovere in avanti e necessario lasciarsi qualcosa dietro ,far morire qualcosa affinché si rigeneri qualcos’altro. E se questo qualcos’altro sarà buono o cattivo ce lo diranno i libri di storia  tra qualche annetto. A causa del progredire velocissimo della tecnologia tante cose che fino ad oggi sembravano utili e indispensabili  stanno con giornalmente trovando spazio fra gli oggetti in disuso, vintage. E’ il caso della pellicola cinematografica , la mitica 35 millimetri. Sembra quasi un epitaffio il recente comunicato della Paramount Pictures riguardo al fatto  che il film “Anchorman 2”  è stato l’ultimo che la casa di produzione farà in 35 mm. Tutto verrà ormai girato in digitale.  A suggellare quanto detto arriva l’ultimo film di Scorsese “The wolf of wall street”  primo film prodotto da una “major company” ad essere completam...

IL PRIMO DECENNIO DI FACEBOOK OVVERO 10 ANNI DI SOLITUDINE CONNESSA.

di S.C. Il 4 febbraio 2004 nasceva Facebook rivoluzionando il modo di vivere in tutto il globo. Sono nati i “mi piace”, i “tag”, il popolo è diventato “social”, gli ex-amici hanno smesso di essere “ex” e sono diventati nuovi “contatti” o meglio “amici di Facebook” che significa qualcosa di diverso che essere veri amici, può voler dire di aver condiviso cose in passato, magari la scuola elementare e poi ci si è persi com’è era normale perdersi di vista fino a quel febbraio di 10 anni fa. L’entusiasmo che l’illusione di riabbracciare vecchie conoscenze ha portato nell’esistenze degli utenti del capostipite dei social-network ha spinto Facebook ad avere in meno di un anno circa un milione di contatti. il mondo di internet ha imparato velocemente a “richiedere l’amicizia” a compagni d’infanzia, flirt adolescenziali, ex fidanzati o semplicemente ad “amici di amici” la cui foto poteva aver stimolato curiosità. C’era d’aspettarsi dopo una prima infatuazione col mezzo che magari gli ...